La notte prima degli esami è già alle porte. Non si tratta della
temutissima maturità, ma degli altrettanto famigerati esami di
riparazione. Che attendono da lunedì circa 2 mila studenti degli
istituti superiori trevigiani, in queste ore costretti in casa a
studiare anziché godersi gli ultimi scampoli d’estate. Li chiamano
«verifiche di recupero» e per gli studenti del Besta sono addirittura
iniziate in anticipo. Cancellati nel ’95, gli esami di riparazione sono
tornati in auge lo scorso novembre, con il decreto ministeriale di
Giuseppe Fioroni, titolare dell’Istruzione al governo Prodi. E questo
nonostante le proteste studentesche, anche durante i «Vaffa-day» di
Beppe Grillo. Risultato? Il numero dei promossi è crollato già lo scorso
giugno, con gli istituti disposti a rimettersi in gioco con i corsi di
recupero e con gli studenti impegnati a rimanere in classe anche fino
alla prima settimana di luglio. Eppure i debiti, da gennaio, sono
risultati dimezzati in soli quattro mesi. Ma è bastata un’insufficienza
(e i più «somari» ne hanno collezionate addirittura tre) per ritrovarsi
a fronteggiare i temuti esami, praticamente tutti al via lunedì
prossimo. Canova, Mazzotti, Fermi e Luzzatti: all’appello non manca
alcuna scuola. Il ritorno ai «vecchi» esami di riparazione è ben visto
nei professionali e nei licei. Sono 250 i rimandati al Mazzotti, cifra
simile al Canova, mentre al Da Vinci e al Fermi ci si ferma ai 200, poco
meno al Palladio, più o meno come al al
Plank, qualcosa in più (circa 400) al Duca degli Abruzzi. Tutte le
scuole superiori, quindi, si preparano ad avviare le prove riservate a
chi, durante l’anno, ha studiato poco: il 20 per cento degli studenti
torna sui banchi per superare l’ultimo scoglio prima della promozione.
Latino o greco, disegno o matematica, ogni istituto superiore si è già
organizzato con comunicazioni preventive alle famiglie e la
pubblicazione sui propri siti internet - ormai tutte le scuole sono
rintracciabili sul web - del calendario delle prove. Scritti e poi
orali, non si sfugge. I tanti studenti «sospesi nel giudizio» hanno già
storto il naso per le vacanze rovinate dall’ impegno extra. Più di un
genitore, invece, non ha nascosto una certa soddisfazione per il ritorno
alle regole di dieci anni fa che costringeranno i figli «a impegnarsi di
più». Le scuole della città cominceranno lunedì a «testare» i rimandati;
soltanto il Besta ha giocato d’anticipo, e per sabato ultimerà tutte le
prove. «Chiuderemo sabato, come previsto a livello governativo», spiega
il presidente Carmelo Ruggeri, che comunque deve verificare
l’apprendimento di 120 ragazzi: gli altri sono già stati bocciati, in
alcune classi la media ha toccato il 30 per cento. Alcuni istituti hanno
organizzato i corsi a giugno, altri hanno protratto le attività a luglio
e ad agosto: la legge, infatti, ha imposto alle scuole di attivare corsi
di recupero per un minimo di 15 ore per tutte le materie. Le verifiche
finali sono obbligatorie prima che si apra il nuovo anno scolastico. Il
tutto al termine di un’estate vissuta con l’angoscia, con corsi di
recupero messi in piedi in fretta e furia e tante ripetizioni a
pagamento: la media per gli insegnanti di professione è di 30 euro
all’ora, con punte non isolate che superano i 50, mentre gli
universitari si accontentano di 12 euro all’ora. Non all’associazione
«Lo Sprifandone», una «oasi felice» della Marca, con ripetizioni
gratuite fornite proprio dagli universitari. Troppo tardi, ormai, per
chi se ne fosse dimenticato: l’ultima campanella sta per suonare.
