29-08-08, 21Cronaca
 

Torna in pagella il 5 in condotta I presidi sono pronti ad applicarlo

 
 «Bocciati con il 5 in condotta». L’annuncio del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, è stato accolto dai presidi trevigiani con un applauso. Via libera al decreto legge, in vigore con l’anno scolastico che sta per iniziare, con la reintroduzione dei voti in pagella per tutte le scuole e con il ritorno dell’educazione civica e stradale. Si torna dunque al voto in condotta: il 5 (e non il 7 come anticipato nelle scorse settimane) che è bocciatura assicurata. I presidi trevigiani sono favorevoli, ma chiedono la riflessione e la collaborazione degli altri ambienti della società: «Sono convinta che la scuola debba agire anche sul piano educativo - attacca Alfea Faion, preside del Canova - ci sono già direttive che prendono provvedimenti quando non c’è rispetto. Ma è giusto che, per le circostanzi gravi, la scuola abbia il diritto di valutare il comportamento degli studenti, e i provvedimenti devono aver riflesso per il destino scolastico dei ragazzi. Ma è solo la scuola a dover compiere questi passi o è tutta la società italiana a doversi analizzare? Come cittadina trovo difficoltà in diversi ambiti, sono quindi d’accordo che il voto in condotta ritorni, ma oltre alla scuola anche le altre realtà valutino il comportamento delle persone». Con il 5 si verrà bocciati e, in generale, il voto farà media nella valutazione complessiva. Un sistema per «terrorizzare» gli studenti? «Non facciamo soltanto repressione - spiega Giuseppina Vincitorio, preside del Da Vinci - serve una formazione a tutto campo per i ragazzi. Rimane comunque positivo che il voto in condotta sia tornato a pesare, così avrà un valore generale, importante soprattutto per quanti ne sottovalutavano l’importanza. Ora non si trascuri l’eduzione, altrimenti potrebbe diventare inutile». Il nuovo anno scolastico comincia così con una novità che, in tempi di bullismo e baby-gang, era attesissima soprattutto da chi dirige i poli scolastici: «Non ci aspettiamo miracoli - chiude il preside del Palladio, Giuliano De Menech - ma l’idea va bene. Ci vuole un rapporto educativo con i ragazzi, negli ultimi anni sono stati deresponsabilizzati, il voto in condotta può risultare un deterrente validissimo per certi comportamenti. Chi non era scalmanato in parrocchia o facendo attività sportiva poteva diventarlo a scuola, ora ci sarà più attenzione, ma servono gli insegnamenti delle famiglie». (m.g.)