03-08-08, 16Cronaca

A scuola piace il «sette» che boccia

 
 Via libera dalle scuole trevigiane al vecchio «sette in condotta più bocciatura». La proposta, contenuta nel disegno di legge presentato dal ministro Maristella Gelmini, riceve il plauso dei presidi delle scuole medie e superiori cittadine, che così potranno avere un’“arma” in più per punire gli studenti indisciplinati. Il sette sul comportamento compare ancora nelle pagelle. Ma in molti casi senza bocciatura.  «Ne abbiamo assegnati di sette in condotta - confida il preside del geometri Palladio, Giuliano de Menech - soprattutto per casi reiterati di comportamenti particolarmente gravi, come offese ai compagni oppure ai docenti. Ma spesso non è seguita una bocciatura e quindi non ha funzionato da deterrente, anche perché per la privacy non si poteva esporre il voto». De Menech è il più deciso sostenitore del «sette in condotta», che in realtà, nelle intenzioni del ministro, è una vera insufficienza che potrebbe inficiare la promozione dello studente, magari bravo in matematica e italiano ma dal comportamento pessimo. «Da quando il voto in condotta non ha più il peso che aveva prima del ’98 (anno in cui la condotta è stata separata dal profitto, ndr) - spiega De Menech - gli studenti hanno cambiato atteggiamento». Anche per la preside del liceo scientifico Da Vinci il «sette in condotta» può essere un buona iniziativa. «Ma solo se non applicato in un contesto punitivo - spiega - accanto a questo ci dovrebbe essere anche un percorso educativo di recupero, per aiutare i ragazzi alla comprensione dell’errore e alla responsabilizzazione». Anche dalle scuole medie arriva una sostanziale approvazione. «Non sono contrario - spiega Claudio Baccarini, preside delle medie di Paese - ma ci deve essere anche un lavoro per restituire alla scuola il ruolo educativo perso».