27-01-09, 21Cronaca

Scuole al verde per i corsi di recupero
  Al Da Vinci si è deciso di risparmiare sugli investimenti per l’acquisto di materiale e strumenti. In altri istituti i presidi sono stati costretti a sacrificare l’avvio di nuovi progetti didattici. Tutto per finanziare con le già magre risorse interne degli istituti i corsi di recupero, per altro obbligatori. Contrariamente allo scorso anno, infatti, il ministero della Pubblica istruzione non ha ancora previsto un euro per finanziare le lezioni-extra per gli studenti con debito scolastico. E fra i dirigenti delle superiori di Treviso monta la preoccupazione. I presidi infatti si dicono pessimisti sull’eventuale, futura elargizione di fondi.  L’anno scorso il ministero della Pubblica istruzione, allora guidato dal ministro Fioroni, aveva elargito somme consistenti (anche se non sufficienti a coprire l’intera spesa) per finanziare le lezioni di recupero per gli studenti che si erano trovati un’insufficienza a fine quadrimestre. A Treviso erano arrivati dai 60 mila euro in su per ogni scuola superiore. Quest’anno invece dei finanziamenti non c’è ombra. In molti, prevedendo la carenza di risorse statali, hanno deciso di mettere mano ai bilanci arrangiandosi con le risorse nelle proprie casse. Al Riccati sono stati stanziati 114 mila euro per coprire le spese per lo svolgimento dei corsi di recupero. «Ma questo ci ha costretti a prendere le risorse da altre parti», dice il preside dell’Itis, Giovanni Vassallo. Si tratta del meccanismo della «coperta corta»: tolgo da una parte per aggiungere da un’altra. Allo scientifico Da Vinci, invece, per le attività di recupero debiti sono stati destinati 80 mila euro in bilancio. «E per fortuna che siamo stati previdenti e che abbiamo previsto questa spesa per i progetti educativi - dice la dirigente Maria Giuseppina Vincitorio - In compenso abbiamo dovuto risparmiare sulle spese in conto capitale come i computer e a fare altri sacrifici, come una maggiore attenzione sull’uso della carta». Al classico Canova, la preside Alfea Faion (ancora in convalescenza dopo essere caduta perché attaccata da un cane) annuncia di aver dovuto rinunciare a una decina di nuovi progetti presentati dai suoi docenti, per poter impiegare i fondi extra della scuola. «Io spero che i fondi arrivino - dice la preside - Certo che programmare l’attività didattica sulla speranza...». I corsi partiranno a metà febbraio, ovvero dopo la fine degli scrutini e il tempo necessario per organizzare le attività. Al Palladio si è deciso di svolgere le lezioni per i debiti in mattinata (il progetto inizierà la prossima settimana), così i docenti non dovranno fare ore extra. Gli studenti senza debiti faranno corsi di «potenziamento». «Il problema è grosso - dice Mario Della Ragione, dirigente dell’Itis Planck - Si va male a programmare le attività in corso d’anno se non sappiamo quali fondi abbiamo a disposizione. E non possiamo nemmeno chiedere alla scuola di essere tempestiva nella programmazione». (Laura Canzian)