Al Da Vinci si è deciso di risparmiare sugli investimenti
per l’acquisto di materiale e strumenti. In altri istituti i
presidi sono stati costretti a sacrificare l’avvio di nuovi
progetti didattici. Tutto per finanziare con le già magre risorse
interne degli istituti i corsi di recupero, per altro obbligatori.
Contrariamente allo scorso anno, infatti, il ministero della
Pubblica istruzione non ha ancora previsto un euro per finanziare le
lezioni-extra per gli studenti con debito scolastico. E fra i
dirigenti delle superiori di Treviso monta la preoccupazione. I
presidi infatti si dicono pessimisti sull’eventuale, futura
elargizione di fondi. L’anno scorso il ministero della
Pubblica istruzione, allora guidato dal ministro Fioroni, aveva
elargito somme consistenti (anche se non sufficienti a coprire
l’intera spesa) per finanziare le lezioni di recupero per gli
studenti che si erano trovati un’insufficienza a fine
quadrimestre. A Treviso erano arrivati dai 60 mila euro in su per
ogni scuola superiore. Quest’anno invece dei finanziamenti non
c’è ombra. In molti, prevedendo la carenza di risorse statali,
hanno deciso di mettere mano ai bilanci arrangiandosi con le risorse
nelle proprie casse. Al Riccati sono stati stanziati 114 mila euro
per coprire le spese per lo svolgimento dei corsi di recupero. «Ma
questo ci ha costretti a prendere le risorse da altre parti», dice
il preside dell’Itis, Giovanni Vassallo. Si tratta del meccanismo
della «coperta corta»: tolgo da una parte per aggiungere da
un’altra. Allo scientifico Da Vinci, invece, per le attività di
recupero debiti sono stati destinati 80 mila euro in bilancio. «E
per fortuna che siamo stati previdenti e che abbiamo previsto questa
spesa per i progetti educativi - dice la dirigente Maria Giuseppina
Vincitorio - In compenso abbiamo dovuto risparmiare sulle spese in
conto capitale come i computer e a fare altri sacrifici, come una
maggiore attenzione sull’uso della carta». Al classico Canova, la
preside Alfea Faion (ancora in convalescenza dopo essere caduta
perché attaccata da un cane) annuncia di aver dovuto rinunciare a
una decina di nuovi progetti presentati dai suoi docenti, per poter
impiegare i fondi extra della scuola. «Io spero che i fondi
arrivino - dice la preside - Certo che programmare l’attività
didattica sulla speranza...». I corsi partiranno a metà febbraio,
ovvero dopo la fine degli scrutini e il tempo necessario per
organizzare le attività. Al Palladio
si è deciso di svolgere le lezioni per i debiti in mattinata (il
progetto inizierà la prossima settimana), così i docenti non
dovranno fare ore extra. Gli studenti senza debiti faranno corsi di
«potenziamento». «Il problema è grosso - dice Mario Della
Ragione, dirigente dell’Itis Planck - Si va male a programmare le
attività in corso d’anno se non sappiamo quali fondi abbiamo a
disposizione. E non possiamo nemmeno chiedere alla scuola di essere
tempestiva nella programmazione». (Laura Canzian)
