Aula magna gremita. Le sezioni scolastiche di Cgil, Cisl e Uil
unite. Ben 400 insegnanti provenienti da tutta la Marca. Effetto «scuola
che degenera» a causa dei tagli, di riorganizzazioni ministeriali,
di una prospettiva «che non c’è più». L’assemblea convocata
al Palladio
è cominciata ieri pomeriggio e si concluderà stasera. Due giorni;
volendo intercettare quanti più insegnanti possibili non si poteva
fare altrimenti. I sindacati vogliono scaldare gli animi e preparare
al meglio la manifestazione che convocheranno a giugno (3 o 4) nel
capoluogo. I nervi su cui battere sono molti... e scopertissimi. «I
numeri sono noti - incalzano le associazioni dei lavoratori -
parliamo di 1600 posti di lavoro in Veneto nonostante l’aumento
degli alunni. E poi tagli effettuati senza criteri oggettivi,
sperequati, capaci solo di creare una guerra tra poveri». Dito
puntato contro la Gelmini e l’operato del governo «che riduce il
tempo scuola mettendo i bastoni tra le ruote alle famiglie».
L’allarme è alto: «i provvedimenti oggi sembrano indolore,
domani, tra tre anni, faranno tabula rasa di una scuola che
funzionava e non funzionerà più». Alla manifestazione di giugno
si vuole avere il più ampio fronte di adesioni. «E’ tempo di
combattere contro la dequalificazione della scuola». Oggi nuova
assemblea a partire da metà pomeriggio. Gli animi sono bollenti. (f.d.w.)
