05-06-10, 20Cronaca

Scuola, 500 urlano contro la Gelmini


(Laura Canzian)
  «E’ una rappresaglia contro una categoria che non ha votato questa classe politica ma che le tasse le ha sempre pagate tutte, fino all’ultimo centesimo». L’applauso più sentito per Diana Cesarin, presidente del Movimento cooperazione educativa.  In piazza, alla fine del corteo, arriva la rabbia di 500 docenti trevigiani, per protestare contro i tagli alla scuola pubblica. Con tanto di slogan: «Un futuro di tagli per una scuola di ragli», «tremate tremate le maestre nsono tornate». C’è chi si è imbavagliato, per protestare anche contro le direttive che impediscono ai docenti di esprimere il loro dissenso.  Il corteo coloratissimo urla la propria rabbia contro le maxiclassi di 29 alunni; il taglio di docenti e bidelli; la scure su laboratori e compresenze; la mannaia sul sostegno, che in molte classi della Marca vedrà chi è più debole non poter fruire di adeguata istruzione. Effetti della riforma Gelmini e delle manovre di Tremonti.  Un cartellone sarcastico ringrazia Bossi e Zaia per i tagli alla scuola veneta (652 maestri, di cui 135 in provincia); un insegnante del Palladio in bici espone la sua busta paga: 30 anni di servizio, 1.800 euro. «Un onorevole per 5 anni di servizio riceve 3.100 euro di pensione» - sbotta. Lo Snals chiede a Zaia di intervenire per sostenere finanziariamente gli organici, pagare le supplenze e mantenere la qualità della scuola, anche ell’edilizia. La Cgil cita la Costiuzione sul diritto alla scuola. La Cisl denuncia il «collasso della scuola pubblica» e pone l’accento sulla nuova finanziaria che tocca gli scatti di anzianità dei prof. La Uil urla «Vergogna» al governo (applauso scrosciante).  Simone Cammarotta, 25 anni, precario dell’Alberini da 6 anni, a 1.100 euro al nmese non sa se e dove insegnerà a settembre. «Nelle professionali diminuiscono le ore di laboratorio - dice - Non so quale sarà il mio futuro, e ne va del mio privato. Per chi è precario un mutuo, il futuro familiare, la sicurezza economica sono lussi che non ci si possono permettere».  I maestri di Roncade si presentano imbavagliati. «Si sta confondendo la fedeltà degli insegnanti alla scuola con la sudditanza a un’ideologia politica del momento - si urla dal palco - Siamo qui per difendere il sistema scolastico e nessuno potrà impedirlo».