(Laura Canzian)
«E’ una rappresaglia contro una categoria che non ha
votato questa classe politica ma che le tasse le ha sempre pagate
tutte, fino all’ultimo centesimo». L’applauso più sentito per
Diana Cesarin, presidente del Movimento cooperazione educativa.
In piazza, alla fine del corteo, arriva la rabbia di 500
docenti trevigiani, per protestare contro i tagli alla scuola
pubblica. Con tanto di slogan: «Un futuro di tagli per una scuola
di ragli», «tremate tremate le maestre nsono tornate». C’è chi
si è imbavagliato, per protestare anche contro le direttive che
impediscono ai docenti di esprimere il loro dissenso. Il
corteo coloratissimo urla la propria rabbia contro le maxiclassi di
29 alunni; il taglio di docenti e bidelli; la scure su laboratori e
compresenze; la mannaia sul sostegno, che in molte classi della
Marca vedrà chi è più debole non poter fruire di adeguata
istruzione. Effetti della riforma Gelmini e delle manovre di
Tremonti. Un cartellone sarcastico ringrazia Bossi e Zaia per
i tagli alla scuola veneta (652 maestri, di cui 135 in provincia);
un insegnante del Palladio
in bici espone la sua busta paga: 30 anni di servizio, 1.800 euro.
«Un onorevole per 5 anni di servizio riceve 3.100 euro di pensione»
- sbotta. Lo Snals chiede a Zaia di intervenire per sostenere
finanziariamente gli organici, pagare le supplenze e mantenere la
qualità della scuola, anche ell’edilizia. La Cgil cita la
Costiuzione sul diritto alla scuola. La Cisl denuncia il «collasso
della scuola pubblica» e pone l’accento sulla nuova finanziaria
che tocca gli scatti di anzianità dei prof. La Uil urla «Vergogna»
al governo (applauso scrosciante). Simone Cammarotta, 25 anni,
precario dell’Alberini da 6 anni, a 1.100 euro al nmese non sa se
e dove insegnerà a settembre. «Nelle professionali diminuiscono le
ore di laboratorio - dice - Non so quale sarà il mio futuro, e ne
va del mio privato. Per chi è precario un mutuo, il futuro
familiare, la sicurezza economica sono lussi che non ci si possono
permettere». I maestri di Roncade si presentano imbavagliati.
«Si sta confondendo la fedeltà degli insegnanti alla scuola con la
sudditanza a un’ideologia politica del momento - si urla dal palco
- Siamo qui per difendere il sistema scolastico e nessuno potrà
impedirlo».
