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DOCUMENTO
del FORUM
REGIONALE delle ASSOCIAZIONI
GENITORI nella SCUOLA Considerano che i
provvedimenti già varati dal Decreto Legge n. 137 e gli intendimenti annunciati
dal Governo per la scuola italiana sono, di fatto, una “riforma” tout
court del sistema scolastico: il voto di condotta, la valutazione espressa
in numero decimale, l’insegnamento dell’educazione civica, il ritorno al
“maestro unico”, la laurea abilitante per l’insegnamento, la riduzione del
monte-ore scolastico sono infatti argomenti che incidono profondamente in ambito
scolastico, nell’autonomia, nella didattica, negli ordinamenti, ma anche nei
rapporti scuola-utenza. Per questo motivo ritengono
che la loro attuazione non possa darsi in
assenza di un reale coinvolgimento sia del Parlamento, sia degli insegnanti,
degli studenti, dei genitori. Poiché il futuro di un paese,
sia in ordine alla coesione sociale che allo sviluppo economico, è
proporzionato alla qualità dei processi educativi e dipende dall’evoluzione
del sistema formativo e scolastico, nessuna riforma può essere affrettata, nessuna riforma può prescindere da una visione di sistema, che
ponga le fondamenta per successivi sviluppi. I genitori rilevano che è in
atto, da più parti, anche con il contributo dei media, un
processo di banalizzazione e riduzione del dibattito sulle questioni educative a
semplici slogan, e a schieramenti di partito. Sono ben consapevoli che
l’istruzione non è riducibile alla sola spesa che comporta, poiché
l’educazione è intessuta dalla complessità delle relazioni,
dall’investimento di risorse umane ed economiche oggi, per un risultato
positivo domani. Sulla scuola si riversano aspettative ampie e plurime, talora
eccessive quando le si attribuisca responsabilità di molte “educazioni”. Stupisce che, a fronte degli
scenari descritti da autorevoli voci internazionali (cfr. UNESCO, Nell’educazione
un tesoro), delle impegnative scelte di strategia fissate dagli Stati
europei (Obiettivi di Lisbona), delle molte indagini più volte citate nel
nostro Paese (OCSE), lo snodo ineludibile ed essenziale del sistema
d’istruzione e formazione venga affrontato, di fatto, a partire dalle necessità
di tipo economico e finanziario, e dalla logica di “tagli” al sistema
impressa dalla Legge n. 133 del 6 agosto 2008, sulla quale, per le ricadute
nell’educazione e nella scuola, i genitori avrebbero desiderato essere
considerati interlocutori significativi. La preoccupazione emerge dal fatto che
i tratti di urgenza siano di fatto dovuti ad una crisi economica pesante, più
che ad emergenze educative. La
richiesta di elaborare, condividere e “firmare” un Patto di Corresponsabilità
tra Scuola e Genitori, che trova
tutte le Associazioni presenti nei Forum completamente d’accordo, non si
concilia con le modalità attraverso cui i provvedimenti citati si stanno
attuando. I genitori chiedono di essere non solo interpellati, ma coinvolti,
poiché è ai genitori che I
genitori chiedono che sia esplicitata la strategia complessiva del
provvedimento, e quali scelte rispondano alle molte questioni poste dagli
scenari nei quali la scuola deve oggi giocarsi.
In altre parole, verso quale tipologia di sistema formativo ci stiamo muovendo?
Quale rapporto e interazione si sta configurando fra il sistema formativo, il
sistema sociale e i cittadini? Inoltre, constatando
la forte riduzione di risorse (economiche e di personale) programmata fino
al 2012, è dimostrabile che a tale
riduzione corrisponda conseguentemente una migliore qualità? Non è forse
opportuno ragionare su come spendere meglio, piuttosto che spendere meno, come,
di fatto, ogni Governo da anni decide? E non è opportuno farlo insieme?
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