Prima e durante il Movimento Moderno

Il Movimento Moderno è il frutto di una grande quantità di esperienze, tra loro assai differenti, di cui il Purismo di Le Corbusier è stato in qualche modo un polo di riferimento; il Purismo è una posizione radicale e ben riconoscibile, che si presta a esemplificare le maggiori novità portate dagli architetti dell'inizio del XX secolo nel campo della costruzione. Ma subito prima, accanto e dopo Le Corbusier, altri movimenti si sono sviluppati, hanno prodotto idee, manifesti, opere, dibattiti. Molte volte questi movimenti hanno avuto tra loro e con le altre correnti culturali del loro tempo, rapporti anche stretti. In Francia Auguste Perret e Tony Garnier possono essere considerati gli iniziatori dell'architettura e dell'urbanistica moderna. Perret, nel cui studio lavorò anche Le Corbusier per un breve periodo, fu il primo a scoprire le potenzialità del cemento armato. La casa di Rue Franklin del 1903 (fig. 1) e il garage di Rue Ponthieu del 1905 sono costruzioni con i telai di c.a. a vista d'impianto rigoroso, dove sono prefigurate le analoghe soluzioni successive.

Figura 1                                                                                                             Figura  2

 

 

 

 

 

       

 

 

 

Figura 1. Casa di Auguste Perret in Rue Franklin a Parigi (1902).

Figura 2. Progetto di Tony Garnier per una città industriale.

Tony Garnier può essere considerato precursore dell'urbanistica moderna, con il suo progetto per la Cité Industrielle (1901-1904), una città ideale cui però sono attribuite forme, anche architettoniche, molto precise, impiegando i nuovi materiali (ferro e cemento armato) con grande naturalezza e fantasia (fig. 2). Tra le opere realizzate da Garnier sono da ricordare gli Abattoirs cte la Mouche a Lione del 1906. A cavallo tra l'Italia e la Francia nasce il Futurismo, un movimento artistico che si propone di rappresentare l'età della macchina, esaltando il movimento e la velocità e dichiarando la fine di ogni tradizione. Il Manifesto fu pubblicato nel 1909 su "Le Figaro" da Filippo Tommaso Marinetti, poeta e animatore del movimento, ma il manifesto dell'architettura futurista apparsi soltanto nel 1914 per opera di Antonio Sant'Elia (fig. 3). Sant'Elia è autore di fantastiche immagini della città moderna, in cui sono accentuati gli aspetti tecnologici e proposte forme di un immaginario futuro, appunto "futurista". Sant'Elia morì combattendo nella prima guerra mondiale e non realizzò alcuna opera, ma i suoi disegni (fig. 3) hanno avuto una notevole influenza su correnti successive, dal Costruttivismo russo alle tendenze High Tech degli ultimi decenni. Il Costruttivismo russo, insieme a molti altri movimenti di breve durata ma ricchi di fermenti interessanti, è caratteristico del periodo che va dalla Rivoluzione di Ottobre all'avvento dello stalinismo (1917-30 circa) e l'opera più rappresentativa è il non realizzato monumento alla Terza Internazionale di Vladimir Tatlin del 1919. Tra gli architetti della Russia rivoluzionaria occorre ricordare almeno Mosci Ginzburg ed Ilja Golosov. L'Espressionismo è un movimento prevalentemente tedesco, con propaggini negli altri Paesi del nord Europa. Anch'esso ebbe uno speciale rapporto, sofferto e contraddittorio, con gli aspetti tecnologici e sociali della civiltà industriale. Il mondo industriale e la condizione urbana sono visti anche come fonte di alienazione rispetto alla quale l'uomo deve recuperare la propria identità. Questi atteggiamenti sono meglio riconoscibili nella pittura che nell'architettura espressionista, dove tuttavia non mancano gli spazi e i volumi drammatici, minacciosi o esaltati. L'idea stessa che l'architettura potesse in qualche modo esprimere sentimenti violenti come l'angoscia o la rivolta è carica dell'inquietudine tipica dell'Espressionismo perché contrasta con la considerazione che le case, e soprattutto gli edifici pubblici, sono fatti per durare e, semmai, rappresentare valori permanenti per molte generazioni. Alcuni critici e studiosi d’arte ritengono ingiustificato in linea di principio un'architettura espressionista. I maggiori rappresentanti del movimento sono stati Hans Poelzig, Hugo Haring, Bruno Taut ed Erich Mendelsohn, al quale si deve la celebre Torre Einstein (fig. 4) a Potsdam presso Berlino (1920-24). Hans Sharoun ha continuato e rinnovato alcuni temi dell'Espressionismo anche nella Germania del secondo dopoguerra.

Figura 3                                                                                                             Figura  4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 3. La città nuova, studio del 1917 di  Antonio Sant’Elia. 

Figura 4. Erich Mendelsohn, Torre Einstein a Postdam (Germania).                        

Indice argomenti.