Michail Aleksandrovic Bakunin (Prjamukhino, Tver 1814 - Berna 1876)
Rivoluzionario russo, teorico dell'anarchismo. Prese parte alle rivoluzioni parigine del 1848 e all'insurrezione di Dresda del 1849. Da Lipsia diffuse l'Appello agli slavi, in cui esponeva la teoria di una rivoluzione slava quale fulcro di una rivoluzione europea. Arrestato, venne consegnato alle autorità russe nel 1851. Dopo dieci anni di prigionia in Siberia riuscì a fuggire e si recò prima a Londra, poi in Italia. Nel 1868 si trasferì a Ginevra, dove si iscrisse all'Associazione internazionale dei lavoratori, al cui interno scoppiarono violenti contrasti tra anarchici e marxisti. Bakunin, come Karl Marx, sosteneva la necessità di abbattere l'ordine politico esistente per creare una società collettivistica e priva di classi. Per Bakunin, però, la rivoluzione doveva essere condotta non dal proletariato industriale, ma dagli esclusi, in particolare dai contadini senza terra. Negava l'esistenza dello stato e contrapponeva alla dittatura del proletariato, prevista da Marx, un federalismo libertario di nuclei associati sul piano locale, regionale e mondiale. Il contrasto tra Marx e Bakunin portò, durante il congresso dell'Internazionale dell'Aia nel 1872, alla rottura tra marxisti e anarchici: preludio al formale scioglimento della Prima Internazionale (1876).