Tony Garnier e la Città industriale
Architetto francese (1869-1948); per rivalutare il valore urbano della città, concependo l'architettura e l'urbanistica come una unità inscindibile, nel 1901 studiò e progettò fino nei dettagli edilizi una ipotetica "cité industrielle" (= città industriale) organizzata secondo il principio della "zonizzazione" cioè della suddivisione dell'area urbana compatta in zone omogenee specializzate funzionalmente (residenziali, commerciali, sportive, a verde, ecc.) e caratterizzate da diversi indici di edificabilità al fine di assicurare un giusto equilibrio tra volumi costruiti, zone verdi e aree stradali (questo modo di progettare la città, pur se per molti aspetti superato, è quello ancora oggi adottato nella pratica urbanistica). Per i problemi di città di questo tipo in generale, e per quelli dei traffico in particolare, sono peraltro significative le teorie di Le Corbusier formulate fra le due guerre, le proposte di Kenzo Tange avanzate negli anni '60 e le ricerche condotte da Colin D. Buchanan nel secondo dopoguerra, fortemente figurative le prime e strettamente funzionali le ultime.
Progetto di Tony Garnier per una città industriale.