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Le scuole del Veneto incontrano l'Europa

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prima pagina

LINEE GUIDA DEL PROGRAMMA LEONARDO DA VINCI
vademecum

QUALI OBIETTIVI?

Leonardo da Vinci è il programma d'azione per la messa in atto di una politica di formazione professionale della Comunità europea, che appoggia e completa le azioni degli Stati membri.

Un obiettivo di questo programma consiste nel migliorare la qualità, promuovere l'innovazione e la dimensione europea dei sistemi e delle prassi di formazione professionale, attraverso la cooperazione transnazionale.

Più in concreto, Leonardo da Vinci persegue tre obiettivi centrali: facilitare l'inserimento professionale, migliorare la qualità delle formazione e il loro accesso, sviluppare il contributo della formazione all'innovazione. Si tratta quindi di:

  • rafforzare gli atteggiamenti e le competenze delle persone, soprattutto dei giovani, che seguono una prima formazione professionale, indipendentemente dal suo livello. Questo obiettivo può essere raggiunto in particolare attraverso una formazione professionale in alternanza e l'apprendimento, per facilitare l'inserimento e il reinserimento professionale;
  • migliorare la qualità della formazione professionale continua e dell'acquisizione di attitudini e di competenze lungo tutto l'arco della vita, nonché l'accesso a queste ultime per sviluppare la capacità di adattamento, in particolare per accompagnare i cambiamenti tecnologici e organizzativi;
  • promuovere e rafforzare il contributo della formazione professionale al processo d'innovazione, per migliorare la competitività e lo spirito d'impresa, in particolare allo scopo di creare nuove possibilità di occupazione. la cooperazione fra le istanze incaricate della formazione professionale, comprese le università e le imprese (in particolare le PMI), sarà particolarmente incoraggiata.

Attraverso questi diversi obiettivi, è posto un accento particolare sui temi seguenti:

  • formazione lungo tutto l'arco della vita;
  • impiego delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC);
  • partecipazione delle PMI e delle imprese artigianali;
  • appoggio alle persone più svantaggiate sul mercato dei lavoro, compresi gli handicappati;
  • principio della parità di opportunità tra uomini e donne;
  • rafforzamento dei partenariato fra attori multipli, di provenienza dai settori più diversi.

QUALI PAESI PARTECIPANO?

Sono in tutto 31:

  • Si tratta dei 15 Stati membri dell'Unione europea Germania, Austria,Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Svezia.
  • Vi sono poi i tre paesi dell'EFTA/SEE: Islanda, licchtenstein, Norvegia.
  • I 10 paesi associati dell'Europa centrale e orientale: Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ecca, Romania. Siovacchia, Slovenia.
  • Cipro, Malta e, a decorrere dal 2002, la Turchia.

QUALI BENEFICIARI?

Il programma si rivolge ad un pubblico assai ampio.

Possono ottenere una borsa nell'ambito dei programma i privati (giovani, adulti in formazione iniziale o altri gruppi di persone), ma essi non possono presentare a titolo individuale richieste di finanziarnento di progetti.

Il programma Leonardo da Vinci è invece aperto agli organismi e alle società, sia pubbliche che private, che operano nel settore della formazione o che sono interessate alle questione della formazione professionale e raggruppate nell'ambito di un partenariato internazionale.

Ciò vale per:

  • gli istituti, i centri e gli organismi di formazione professionale a tutti i livelli, comprese le università;
  • i centri e gli organismi i ricerca;
  • le imprese tra cui le PMI e il settore dell'artigianato;
  • le organizzazioni professionali (comprese le camere di commercio);
  • le parti sociali;
  • le collettività e gli organismi territoriali;
  • le associazioni senza fine di lucro;
  • gli organismi volontari e le organizzazioni non governative (ONG)

 QUALE BASE GIURIDICA?

Articolo 150 dei trattato CE. Decisione dei Consiglio dei 26 aprile 1999 (GU 1 146 dell'11.6.1999, pag. 33).

QUALI AZIONI?

Sono previsti cinque provvedimenti comunitari, che corrispondono a cinque mezzi specifici d'azione.

1) la mobilità: appoggio a progetti transnazionali di mobilità per persone in formazione professionale, in particolare giovani e per i responsabili nel campo della formazione.

Esistono tre possibilità:

a) progetti transnazionali di collocamento:

° per le persone che seguono una formazione professionale iniziale: in un istituto di formazione professionale o in un'impresa;

° per gli studenti: in un'impresa;

° per i giovani lavoratori e i diplomati di recente: in un istituto di formazione professionale o in un'impresa. -

Il collocamento può comprendere anche i progetti che si iscrivono nell'ambito dei "percorsi europei di formazione professionale in alternanza tra cui l'apprendimento" (cfr. pagina 57), che danno luogo al rilascio di un documento comunitario, l'Europass Formazione.

b) i progetti transnazionali di scambio: sono destinati ad esempio ai responsabili della formazione, agli specialisti dell'orientamento professionale, ai tutori pedagogici;

c) le visite di studio: destinate ai responsabili della formazione professionale, comprese le parti sociali.

2) Progetti pilota: appoggio a progetti pilota transnazionali riguardanti lo sviluppo e la diffusione dell'innovazione e della qualità nel settore della formazione professionale, compreso l'appoggio ad azioni che riguardano l'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel settore della formazione. Tra i progetti pilota, è previsto un appoggio speciale ad un nurnero ristretto di azioni tematiche che presentano un interesse particolare a livello comunitario.

3) le competenze linguistiche: appoggio a progetti di promozione di competenze linguistiche e culturali nella formazione professionale, attraverso due tipi di progetti:

a) progetti pilota tronsnazionali: riguardano il materiale didattico e i metodi pedagogici innovativi adattati alle esigenze specifiche di ciascun settore professionale ed economico;

b) progetti transnazionali di scambio: sono destinati in particolare a migliorare le competenze linguistiche e culturali dei forrnatori e dei tutori responsabili dell'inquadrarnento pedagogico dei partecipanti si programmi di mobilità.

4) Reti transnazionali: mirano a raccogliere, sintetizzare e sviluppare le competenze e gli orientamenti innovativi europei, oltre a migliorare l'analisi e la previsione delle esigenze e delle attitudini professionali e a diffondere i prodotti e i risultati delle reti e dei progetti nell'Unione.

5) Gli strumenti di riferimento: comparazione di dati. indagini e analisi, osservazione e diffusione di buone prassi, in collaborazione con l'ufficio statistico (Eurostat) e con il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefap).

QUAL E’ LA DURATA I)EI PROGETTI?

I progetti di mobilità (collocamento e scambio) riguardano un periodo massimo di due anni.

Il collocamento si svolge su un periodo-.

  • da tre settimane a nove mesi, per le per sone in formazione iniziale;
  • da tre a dodici mesi, per gli studenti;
  • da due a dodici mesi. per i giovani lavoratori e i diplomati di recente.

I progetti pilota, le competenze linguistiche, le reti transnazionali, gli strumenti di riferirnento e le azioni congiunte riguardano un periodo massirno di tre anni.

 QUALE APPOGGIO FINANZIARIO?

Per ciascun provvedimento, sono previste modalità finanziarie specifiche.

Mobilità: l'appoggio della Commissione non supera i 5 000 euro per beneficiario e per collocamento/scambio.

Progetti pilota- un massimo dei 75% delle spese ammissibili, con un massimale di 200 000 euro (300 000 euro per le azioni tematiche) per progetto e per anno.

Competenze linguistiche. un massimo dei 75 % delle spese ammissibili, con un massimale di 200 000 curo per progetto e per anno.

Reti transnazionali: un massimo dei 50% delle spese ammissibili, con un massimale di 150 000 euro per rete e per anno.

Strumenti di riferimento: 50 a 100% delle spese ammissibili, con un massimale di 200 000 euro per progetto e per anno, tranne eccezioni.

Azioni congiunte: fino al 75% delle spese ammissibili.

 (Fonte: Commissione europea, Guida dei programmi e delle azioni)