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EVENTI   INTERNAZIONALI

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Giunto alla sua terza edizione il Forum sociale mondiale di Porto Alegre è ormai un appuntamento imprescindibile per chi, sia un "campesino" argentino, un militante per i diritti civili negli Stati Uniti, un disobbediente italiano o un cooperante di una associazione contadina indiana, fa della critica all'economia neoliberista il proprio riferimento, provando a diffondere pratiche per "un mondo diverso".
Un assise che quest'anno è anche luogo privilegiato per la società civile contraria alla guerra in Iraq, per chiedere a gran voce di scongiurare un conflitto dagli esiti imprevedibili. Ed è proprio una marcia della pace per le vie di Porto Alegre ad aprire i lavori del Forum.
Come nelle edizioni precedenti, molti sono i temi al centro del Forum che vedrà i più di centomila delegati provenienti da 126 paesi dividersi tra dibattiti e conferenze, uniti dal proposito di passare dalla "protesta alla proposta". Centrali dunque saranno le testimonianze e lo scambio di esperienze sulle "risposte" alle politiche neoliberiste. Quelle pratiche che, embrionali e sperimentali, iniziano a diffondersi in tutto il mondo e che si chiamano democrazia municipale, diplomazia dal basso, commercio equo e finanza etica, autoproduzione e cooperativismo, media indipendenti.
Ma uno dei nodi del Forum sara' anche quello organizzativo. Il Forum sta diventato infatti un appuntamento troppo ''istituzionale'' per un movimento che si propone come alternativo e che ha scelto la sede di Porto Alegre perche' il comune applica il bilancio partecipativo, lasciando il 20% delle spese alle decisioni collegiali dei cittadini.
Quindi la riscrittura delle regole interne diventa uno snodo fondamentale, quella spinta a dare forza e continuità, salvaguardando democrazia e partecipazione, al cosiddetto "movimento dei movimenti".

Uno sguardo sarà sicuramente rivolto al contemporaneo forum economico mondiale di Davos, in Svizzera. Ponte tra i due appuntamenti di segno opposto sarà il neopresidente del Brasile Lula, che dopo aver patrocinato l'appuntamento di Porto Alegre, volerà dalla città brasiliana a Davos. Lula ha promesso di ripetere al segretario di stato americano Colin Powell: "L'unica guerra che bisogna combattere è quella contro la fame".

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