Email
Oroscopo
Meteo
Archivio

Treviso, domenica 15 dicembre 2002, S. Valeriano

TREVISO

 

Il presidente della Fondazione Cassamarca «in cattedra» nell'aula del Consiglio comunale di Roncade A sinistra l'onorevole Luana Zanella dei Verdi e, sotto, il pubblico

A Roncade assemblea pubblica su Ca' Tron. E il presidente di Fondazione Cassamarca annuncia che nella tenuta si farà agricoltura biologica
Il blitz di De Poli spiazza i no-global
«Studieremo gli omg per la scienza, non certo per le multinazionali»
«Troverò il modo perchè i due tipi di colture restino separati. Proseguite sulla strada della responsabilità»

Antonio Frigo

Ringrazia, elogia la serietà degli interventi, rassicura tutti («Agricoltura biologica a Ca' Tron? Noi siamo contro la globalizzazione da molto tempo, le coltivazioni biologiche sono già iniziate e vogliamo perseguire questa via»). Poi, con una veronica degna del miglior Panatta, tira la schiacciata: «Faremo, però, anche studi su organismi geneticamene modificati: non certo per le multinazionali, ma perchè perseguiamo l'obiettivo della conoscenza. Non lavoriamo per le industrie, ma per le istituzioni». L'intervento di Dino De Poli, inatteso ma sperato, inchioda tutti alle sedie, tra mugugni soffocati.
Il bisbiglio più sconsolato è di uno dei «Disobbedienti». Dice: «Con un chilo di vaselina». Traduzione: ci ha lodati, parzialmente accontentati, ma farà quello che vuole lui.
De Poli ha anche il tempo di aggiungere, con piglio da buon padre di famiglia, un rassicurante «Ho sentito una cosa che non sapevo, cioè che, pur fecendo delle serre per isolare le colture, le modificazioni genetiche possono passare ai vicini prodotti biologici anche per colpa di un insetto. Questo rovinerebbe i nostri studi: prometto che si troverà il modo perché questo non avvenga. E' anche nel nostro interesse».
L'applauso non è come quelli che avevano salutato gli interventi di Renzo Franzin (ambientalista), Luana Zanella (deputata dei Verdi), Franco Zecchinato (Agricoltori biologici: assente, ma il suo discorso è stato letto), Gianandrea Mencini e Sergio Zulian (M21), ma c'è. E la sala consiliare di Roncade, dove si svolge l'assemblea sul chiarissimo tema «No agli Ogm a Ca' Tron, nella Marca e nell'intera filiera agroalimentare», vive un momento imprevisto. Certo, il dibattito continua, quell'ex deputato democristano che sta lì in prima fila resta un banchiere e quindi è «sospetto» al popolo libertario, ma chi glielo va a dire? Lo scontro è più facile con un ministro dell'Ambiente come quello che ci ritroviamo, che pensa che l'ambiente debba servire all'industria.
Chiude addirittura con un piccolo rimprovero, De Poli, riferendosi all'assalto dei no global di Casarini e Bettin alle strutture di Ca' Tron: «Disobbedienti non è una brutta parola. Ma non dovete far danno: proseguite sulla strada della responsabilità, come state facendo stasera». A Casarini e Bettin, in precedenza, aveva fatto riferimento raccontando di un convegno datato maggio 2000, dedicato alla globalizzazione e all'umanesimo latino, svoltosi a New York: «Ho portato gli atti di quel convegno con me: datene una copia a Bettin. E una a Casarini, appena sarà...». Sì insomma, scarcerato a Copenhagen.
Prima che De Poli si accreditasse come antiglobalizzatore e fautore della scienza-per-la-scienza, gli interventi previsti avevano davvero raccolto l'attenzione del presidente della Fondazione Cassamarca. Anche perché erano stati puntuali e dettagliatissimi. Da quello di Zulian, che aveva calcato la mano sul fatto che l'ingegneria genetica - sulla cui salubrità è d'obbligo non scommettere fino a prova contraria - presuppone brevettabilità, quindi possesso, quindi possibilità di agire sul mercato affamando il Sud del mondo, a quello di Luana Zanella, parlamentare verde. Dettagliatissima e inquietante da un punto di vista scientifico, la relazione dell'onorevole Zanella ha fatto la storia politica degli Ogm, ha rivelato che gli Usa, al loro interno, galoppano ormai in senso contrario, con un crollo del mercato degli alimenti derivati dalla biogenetica e una pari ascesa di quelli Omg-free, ha ricordato che da un punto di vista medico, specie per quanto riguarda i bambini, non è vero che non esistono segnali inquietanti. E, dopo aver ricordato che dal 1999 è depositato nell'apposito ufficio di monaco il primo brevetto europeo per la clonazione umana, ha perorato con forza la causa della biodiversità, dell'agricoltura di qualità, dei sapori da non perdere, toccando sicuramente nel profondo il gourmet che a fatica si cela in De Poli. «Noi siamo ciò che mangiano», detto con perentorietà, ha aggiunto peso alla dissertazione. Ad inquietare ulteriormente l'illustre ospite, ci ha pensato Franzin, che, dopo aver fatto la storia di un'area, Ca' Tron, che è un'occasione unica per salvare una fetta della nostra storia e della nostra cultura agricola, ha calcato la mano sul fatto che l'agricoltura delle modificazioni genetiche è purtroppo aggressiva nei confronti di quella «normale».