La Venezia attuale occupa un'area di poco superiore ai 7 Kmq, distribuita su 118 isolette, unite da 418 ponti e divise da 160 canali. La città è suddivisa in sestieri:Canareggio, S.Marco e Castello sulla riva sinistra del Canal Grande, Santa Croce, S.Polo e Dorsoduro sulla riva destra.
L'insediamento umano non si limita alla città, ma si estende a buona parte del complesso lagunare: i centri abitati occupano, infatti, isole o gruppi insulari, come Murano, Burano e Torcello, o si rqaccolgono sul margine interno della laguna, a contatto con l'entroterra, come Malcontenta, Tessera e Dese, o si dispongono in serie sui cordoni liteoranei che separano la laguna dal mare aperto, come Pellestrina e S.Pietro in Volta, Alberoni , Malamocco e Lido.
…Questo centro in particolare, già frequentatissimo nell’Ottocento, per le proprietà terapeutiche del clima marino e dei suoi bagni, ha oggi l’aspetto di una città giardino: viali alberati, ville e alberghi costituiscono la stazione balneare di Venezia, avviata da tempo a divenire luogo turistico e mondano di fama internazionale. Nelle isole della laguna, invece, soprattutto a Burano e a Malamocco, la pesca costituisce ancora in parte l’economia di base e l’attività tradizionale più diffusa per la maggior parte degli abitanti, benché oggi, per diversi motivi, non sia più rilevante come nei temi passati. Tuttavia capita ancora di vedere ormeggiati alle rive dei canali interni i bragozzi con le vele variopinte e i prodotti pescherecci sciorinati sui tavoli marmorei dei mercati.
Venezia, con i suoi 78.000 abitanti, più che dimezzati rispetto al censimento del 1951, è ormai ridotta ad una piccola città, ed è proprio lo spopolamento una delle cause e uno dei più vistosi effetti della crisi che da tempo l’attanaglia. Abitare a Venezia è troppo costoso e le case disponibili o finiscono nel grande circuito del turismo internazionale, oppure sono condannate al degrado, anche se la città, con le sue funzioni politiche e amministrative, continua ad attirare ogni giorno dalla terraferma, per lavoro, circa 20.000 pendolari.
Accanto ai fattori sociali ci sono problemi ambientali che ormai da decenni stanno minando alla radice la sopravvivenza stessa della città. L’inquinamento e il moto ondoso prodotto dalle barche a motore erodono sensibilmente la struttura di pietra su cui poggia Venezia. Inoltre l’abbassamento del suolo, provocato dal generale innalzamento del livello del mare e, in sede locale, dalla consistente sottrazione di acqua dalle falde acquifere causata dai pozzi di terraferma. A questi fenomeni, che da soli hanno contribuito sensibilmente a rompere il delicatissimo equilibrio tra terra e acqua creato dalla Serenissima, si sono affiancati, negli ultimi decenni, gli sconvolgimenti dovuti ai lavori portuali, che ora consentono un maggior afflusso in laguna di volumi d’acqua, che faticano però a distribuirsi in modo omogeneo a causa dell’interramento delle barene. Da qui il fenomeno dell’acqua alta, che sempre più spesso interessa zone molto vaste della città, a partire da San Marco.
Sul fronte politico e amministrativo,
infine, negli ultimi tempi si è imposto un serrato dibattito sulla
creazione di una grande città metropolitana, che dovrebbe
riunire attorno a Venezia le due province di Padova e Treviso o almeno
alcuni dei comuni limitrofi, che gravitano in particolare su Mestre e Marghera.
E’ evidente, infatti, che il futuro di Venezia si gioca più che
mai in stretto rapporto con la sua terraferma e l’intera regione, con la
quale la Serenissima ha sempre saputo instaurare un equilibrio delicato,
ma estremamente proficuo.