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VILLA RUBBI  - SERENA

 

 

 

 

 

PIER ALESSANDRO PARAVIA

 

Nella tranquilla pace della splendida villa di Paderno fatta costruire dai Rubbi veniva a “passar  le arie”  già ai primi anni trenta, Pier Alessandro Paravia, professore di eloquenza all’Università di Torino.
Nel 1846 si decise: acquistò la villa dov’era venuto in vacanza per oltre un decennio, spendendo tutti i suoi risparmi.

 

Chi era Pier Alessandro Paravia?

 

Nasce a Zara (Istria) il 15 luglio 1797, figlio del Colonnello Giovanni Oltramarini. Fin dalla giovane età, spinto dalla madre, frequenta corsi liceali a Venezia e si laurea in legge all’Università di Padova nel novembre del 1818. Dal 1819 al 1832 presta servizio a Venezia come alunno di concetto presso il Governo Austriaco, ove gli è capo gerarchico Renato Arrigoni e dove si fa notare per festiva galanteria ostentata nelle più elette conversazioni cittadine, specialmente nei salotti veneziani. In seguito assume la cattedra di Eloquenza all’Università di Torino e la conserva per 25 anni, fino alla sua morte, il 18 marzo 1857.

Funzionario leale del Governo Austriaco, ligio al dovere, rispettoso dell’autorità, nonostante la manifestazione di sincera italianità, diviene poi suddito fedelissimo della Monarchia Sabauda con la cui casa tiene buoni rapporti.

Il trasferimento da Venezia a Torino, che significò il passaggio dal dominio Austriaco al Regno del Piemonte, desta sospetti da parte del Governo Austriaco e al suo ritorno nella sua villa di Paderno, dove si reca per trascorrere le vacanze, è strettamente vigilato e la sua consulenza epistolare controllata.

Presso l’archivio municipale di Ponzano non sono stati trovati però documenti che potessero evidenziare una sua specifica attività politica; si pensa che fosse al di sopra delle fazioni politiche e che, durante i suoi periodi di riposo a Ponzano, vivesse appartato e dedito ai suoi studi.

Acquistò la villa Rubbi di Paderno nel 1846, spendendo tutti i suoi risparmi; in essa già villeggiava da oltre un decennio.

In vita ebbe molte amicizie con personaggi illustri, tra cui Niccolò Tommaseo, Silvio Pellico, Carlo Alberto di Savoia, l’abate Vincenzo Gioberti e il discepolo che teneva carissimo fin da quando insegnava all’Università di Padova, l’abate Antonio Rosmini

Fu amico di tutta quella accolta di intellettuali che in Castelfranco aveva fondato l’Accademia dei Filoglotti; gli furono amici tutti i letterati trevigiani, in particolare due abati: Giuseppe Monico di Postioma, nel cui giornale ebbe le sue prime apparizione come saggista e dove pubblicò articoli contro il Tommaseo e Jacopo Bernardini; ebbe inoltre un debito di gratitudine con un altro abate, Antonio Carnielo da Quero, il quale gli instillò l’amore dei classici e l’orrore per il romanticismo.

Paravia tradusse Le Lettere di Plinio in tre volumi, dettò necrologi e lezioni accademiche tra le quali ricordiamo Memorie Veneziane e Memorie Piemontesi, notevoli per valore documentario.

Il Prof. Cervellini, suo amico di Università, conosciuto a Torino, lo ricorda come un uomo di alta levatura, celebre maestro d’eloquenza, scrittore e poeta, nutrito di profonda e vasta cultura, dotato di grande equlibrio, saggezza e discernimento e gli riconosce anni di insegnamento onesto e nobile, italianamente professato.

In sua memoria è stato inoltre eretto un busto marmoreo all’Università di Torino nel 1869.

 

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