TREVISO NEL MEDIOEVO

 

Una leggenda narra addirittura che il re goto Baduilla, poi detto Totila, nacque a Treviso; certo è che la città dedicò una piazza a questo re, proprio nel luogo dove si raccontava fosse nato (nella spianata del ponte del Siletto).
Dal 553 al 568 la città fu controllata dai Bizantini : fu un periodo triste, gravato da tasse e da un regime di tipo militare.
Nel 568 i Longobardi entrarono in città.
Lo storico Paolo Diacono, nella Historia Longobardorum, racconta come il vescovo Felice andò incontro al re Alboino e non solo lo placò ma ne divenne anche amico: Treviso fu salva!
In epoca successiva, la città, divenne sede di un gastaldo, responsabile dei beni della corona, e di una Zecca, che fu per un certo tempo una delle più importanti in Italia.
In questo periodo sorgono diverse chiese (Santa Fosca, vicino all’attuale Santa Maria Maggiore, e San Martino) si amplia il vecchio Duomo (vicino alle vecchie canoniche); gli ospedali ed i conventi sorgevano però fuori dalle mura.
Dopo il 776 Treviso seguì le sorti del dominio carolingio: C. Magno la cinse d’assedio e la conquistò. La città divenne sede di un comitato e parte del Marchesato del Friuli.
Alla morte di Carlo Magno, nell’814, i suoi eredi non seppero reggere unito l’impero e la città di Treviso ebbe un periodo di grave decadenza: la Zecca venne trasferita a Verona e la città non fu più capitale della Marca.
Nel 911 la città subì l’invasione degli Ungheri, che saccheggiarono e distrussero case e chiese.
Nei secoli X, XI e XII nella città e sul territorio circostante ebbero grande importanza i vescovi e ciò fu favorito dagli imperatori germanici. Accanto al vescovo si affiancò la figura del conte, rappresentante dell’imperatore: tale titolo fu probabilmente detenuto in modo stabile dalla famiglia dei Collalto.
In questo periodo ci fu una grande stabilità politica ed economica, testimoniata anche dal riassetto del Duomo con la ricostruzione in forme romaniche.
Il comune trae la sua origine dal disgregamento della società feudale e dalla rinnovata forza della struttura cittadina; c’è un incremento demografico ed anche la vita economica riprende vigore.
Questo fenomeno si realizza in modo diverso nell’Europa feudale, ma ripete la sua origine di trasformazione della società.
A Treviso il Comune fu creazione di quei rappresentanti delle famiglie aristocratiche che possedevano la maggior parte delle proprietà del suolo e che erano vassalli della Chiesa o di altri vassalli. Dapprima l’attività di questo governo "in comune" provvedeva ai bisogni nuovi oppure a quelli trascurati dalle istituzioni.
In seguito i Consoli cominciarono ad esercitare funzione giudiziale.
Il primo documento che testimonia la partecipazione del popolo ad un atto pubblico è del 28 febbraio 997: si trattava della donazione del Vescovo di Treviso Rozio ad un suo amico abate dei benedettini; l’atto fu poi confermato dall’imperatore Ottone III nel 998 .

Il più antico documento che ricorda come costituito il Comune di Treviso è il diploma di Federico I nel 1164 che riconosce i Consoli e concede al Comune un’ampia serie di esenzioni e franchigie
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Treviso divenne quasi indipendente dall’impero, per un po’ pagò le tasse dovute, poi non più.
L’organizzazione vede sei Consoli, eletti il 29 giugno di ogni anno: ad essi spettava il potere esecutivo; dal 1176 viene eletto anche un Podestà, con poteri esecutivi. Il potere legislativo era in mano del Parlamento, diviso nel Consiglio di Credenza e nel Consiglio Pubblico (Arengo), convocato dal Podestà con il suono della campana grossa. Le decisioni del Parlamento dovevano ottenere la maggioranza e, se di una certa gravità, esigevano il voto del Consiglio Maggiore.
I cittadini che entravano nel Consiglio erano 300.
L’esercito, invece, era costituito da 50 soldati a cavallo guidati dal Conte Stabile; in caso di guerra la leva si estendeva a tutti i cittadini tra i 16 ed i 60 anni.
Nel primo periodo del Comune le riunioni si tenevano in case dei vassalli oppure, per il Parlamento, in Piazza del Duomo. Da documenti del 1213 sembra che le riunioni in quel periodo si tenessero in una domus nova communis, cioè nel Palazzo dei Trecento.
Sorge in questo periodo la Loggia dei Cavalieri (1276-77).

La città viene progressivamente dotata di mura: i lavori cominciarono nel 1178 per finire nel 1230; questa cinta comprendeva anche tutti i bordi esterni nei quali la città, fino a quel momento stretta nel suo perimetro quadrangolare, era andata sviluppandosi, occupando anche l’isola formata dai Cagnani. Nella città trovarono sede i complessi conventuali dei Domenicani (S. Nicolò) nel 1221 e dei Francescani nel 1216.